good night
gud-NAITBuonanotte
In italiano «buonanotte» ha un doppio uso: si dice andando a dormire, ma anche lasciando amici tardi la sera. Diverse lingue condividono questa doppia funzione, altre no e la riservano solo al letto. Qui trovi come si dice «buonanotte» in 26 lingue, con l'audio, insieme ai suoni che ricordano l'italiano e a quelli davvero nuovi, come la gutturale tedesca o la vocale nasale del francese.
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gud-NAITBuonanotte
Come «buonanotte», anche lo spagnolo «buenas noches» e il croato «laku noć» funzionano da doppio saluto: augurano la buonanotte e, allo stesso tempo, servono da commiato quando ci si lascia dopo il tramonto, esattamente come in italiano.
Il francese distingue invece con cura: «bonne nuit» resta riservato al momento di coricarsi, mentre per lasciarsi la sera si usa «bonsoir». Chi confonde i due contesti viene capito, ma suona un po' come chi in italiano dicesse «buonanotte» invece di «buonasera» entrando in un ristorante.
Il francese «bonne nuit» /bɔn nɥi/ nasconde un dettaglio di genere: «bon» al maschile ha la vocale nasale di «bonjour», ma «bonne», al femminile davanti a «nuit», perde la nasalità e diventa una vera n. Il tedesco «Gute Nacht» /ˌɡuːtə ˈnaxt/ termina invece con una gutturale, la x di «Nacht», un raschio in gola assente in italiano.
Buone notizie dallo spagnolo «buenas noches» /ˈbwenas ˈnotʃes/: la «ch» si pronuncia come la nostra c di «cena», proprio come nel croato «laku noć» /ˈlaku ˈnotɕ/, dove la ć finale è un'affricata vicina alla nostra. Il turco «iyi geceler» /ˈiji ɟedʒeˈleɾ/ nasconde una sorpresa simile: quella «c» si legge come la nostra g di «gente», non come una k.
L'errore più diffuso riguarda il francese: si tende a dire «bonne nuit» anche per accomiatarsi la sera, mentre i francesi lo riservano al momento di andare a letto e usano «bonsoir» per tutto il resto. Anche in tedesco vale la stessa regola stretta: «Gute Nacht» prima di dormire, non per salutarsi lasciando un locale.
Il secondo errore è di suono: davanti alla x tedesca di «Nacht» si tende a sostituirla con una semplice c dura, come in «casa». Nel russo «спокойной ночи» /spɐˈkojnəj ˈnotɕɪ/ capita qualcosa di simile con le vocali: quelle non accentate si riducono quasi a una a indistinta, mentre in italiano ogni vocale mantiene sempre il proprio timbro pieno.
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